La pirotecnica nella sua storia
Scritto il 30 giugno 2009 – 18:03 | da Staff |La Pirotecnica è nata in Cina ad opera dei monaci certosini, intorno all’anno 1000, a seguito della scoperta della polvere da sparo intorno all’800 (nota anche come polvere pirica o polvere nera). Questa sostanza iniziò quasi subito ad essere usata per scopi militari, nonostante gli usi che se ne conoscevano all’epoca erano molto rudimentali. Esiste un accordo quasi unanime sul fatto che siano stati poi i mongoli a introdurre la polvere da sparo in Europa durante la loro invasione dell’Ungheria, intorno al 1241. La diffusione della sostanza avvenne col nome di “neve cinese” o “sale cinese” e la sua conoscenza fu tramandata così velocemente che già nel 1242 il filosofo e alchimista inglese Ruggero Bacone ne rese nota la composizione che è ancora in uso tutt’oggi: (75% nitrato di potassio comunemente noto come salnitro, 15% di carbone in polvere e dal 10% di polvere di zolfo). La prima testimonianza autorevole dell’uso di questa sostanza risale al 1258. Diffusasi lentamente in Europa, la polvere da sparo rimase poco utilizzata per fini ludici in quanto serviva principalmente a scopo militare. Le armi da sparo e le relative polveri erano fabbricate dagli esperti militari degli eserciti europei, che producevano poi anche i fuochi artificiali per le celebrazioni delle vittorie, dei trattati di pace o per le manifestazioni di festa non in tempo di guerra. Le prime fabbriche di fuochi pirotecnici a scopo di spettacolo sorsero in Germania tra il 1340 e il 1348 ad Augsburg, Spandau e a Liegnits. Dall’inizio del XVII secolo si affermarono due principali scuole di pirotecnica in Europa: la “scuola italiana” dei Ruggeri a Bologna, famosa per la spettacolarità dei fuochi nei quali venivano usati degli scenari trasparenti o variamente colorati illuminati poi dalla luce degli spari; e la “scuola di Norimberga” dei Clamer, nota per la omonima tecnica di sparo aerea che veniva usata. Tra il XVII e XVIII secolo le feste popolari e gli avvenimenti importanti in Europa cominciarono ad essere abbelliti dagli spettacoli pirotecnici; si trattava ancora di una diffusione modesta che non comprendeva l’utilizzo dei fuochi colorati. Nel 1785 C.L. Berthollet introdusse l’uso del cloruro di potassio nella miscela dei fuochi, cosa che permise di ottenere fuochi colorati. Ebbe così inizio la pirotecnia moderna destinata, con l’utilizzo nelle miscele di polveri di altri metalli, a fornire una molteplicità di effetti luminosi e brillantezza di colori. Nel 1870 Alfred Nobel scoprì la dinamite, che soppiantò la polvere da sparo negli usi bellici; essa poté allora essere usata anche per lo spettacolo, anche se non immediatamente. Al giorno d’oggi la pirotecnica è un’arte molto diffusa in tantissime città del mondo per festeggiare ricorrenze d’ogni tipo.




